All’interno dell’ambito “trasporti” si colloca la “mobilità urbana” e – all’interno di quest’ultima – si colloca il tema degli spostamenti casa-lavoro, ovvero le modalità, i tempi, i flussi e le traiettorie seguite dai pendolari.

E’ questa una specifica tipologia di spostamenti che possiede una serie di caratteristiche e criticità altrettanto peculiari, prima fra tutte quella della contemporaneità: tutti gli addetti (con poche eccezioni) entrano ed escono dal lavoro sostanzialmente negli stessi orari, così come i figli in età scolare, determinando picchi di intensità particolarmente critica durante la giornata. Gestire questi picchi è estremamente importante.

Le linee guida per la redazione, l’implementazione e la valutazione dei Piani degli Spostamenti Casa-Lavoro (PSCL) sono state redatte dall’ENEA già nel lontano 1999 con l’obiettivo principale di diminuire il più possibile il numero dei dipendenti che utilizzano tutti i giorni il veicolo privato per compiere il tragitto casa-lavoro-casa.
I tre soggetti determinanti del Piano sono il dipendente, l’azienda/ente e la società, ciascuno dei quali deve trarre dei benefici concreti affinché si possa tradurre da una redazione “sterile” ad un documento efficacemente implementato e mantenuto.
Di seguito riportiamo i principali benefici attesi.

  • Benefici per il dipendente: minori costi di trasporto, riduzione dei tempi di spostamento, regolarità nei tempi di trasporto, facilitazioni per l’uso del trasporto pubblico, possibilità di socializzazione, diminuzione del rischio di incidenti, azzeramento del rischio di contravvenzioni, minore stress psicofisico da traffico.
  • Benefici per l’azienda/ente: riduzione dei piazzali di sosta dedicati a parcheggio per i dipendenti, maggior puntualità dei collaboratori, riduzione degli incidenti sul percorso casa-lavoro e conseguente riduzione dei costi sociali ed economici associati, uso più proficuo dei veicoli aziendali (anche con formule di car pooling), promozione di una filosofia aziendale basata sulla cooperazione e maggiore socializzazione tra i dipendenti, miglioramento delle fasce orarie dei dipendenti, adozione di formule di telelavoro (remote working o smart working), migliori rapporti con gli abitanti dell’area circostante l’azienda/ente.
  • Benefici per la società: riduzione del numero di incidenti, riduzione dei tempi di trasporto, riduzione dell’inquinamento atmosferico, riduzione dell’inquinamento acustico, riduzione della congestione stradale, risparmi energetici, migliore qualità ambientale, migliore qualità della vita, migliori stili di cittadinanza (tempo di lavoro/tempo libero/tempo liberato).

Avoid, shift, improve (evitare, spostare, innovare)

Tale approccio si fonda sul noto modello PDCA (PlanDoCheckAct), detto anche “Ciclo di Deming“, formalizzato negli anni Cinquanta in Giappone da W. E. Deming per attuare il miglioramento continuo nelle aziende che adottavano la Qualità Totale nei processi produttivi.

SIMTUR guarda però con grande interesse ad altri modelli, perché l’irrazionalità della mobilità urbana motorizzata spinge a ricercare costantemente nuove soluzioni, in grado di fornire un servizio migliore, a minor costo, consentendo di decongestionare strade e liberare parcheggi, anche grazie alla rivoluzione digitale e all’affermarsi di forme di economia di condivisione.
Al precedente approccio, si preferisce immaginare un più efficiente modello ‘Avoid, Shift, Improve‘, mirato ad evitare le emissioni diminuendo il traffico, orientare gli spostamenti verso forme di mobilità dolce e innovare tecnologicamente i veicoli, riducendo i consumi o usando combustibili non fossili.

Responsabile PSCL: il Mobility manager

PSCL - Piano spostamenti Casa Lavoro

Il Mobility Manager è il responsabile della mobilità aziendale: una figura introdotta nell’ordinamento con il Decreto Ministeriale 27 marzo 1998, noto come “Decreto Ronchi“, recante norme in materia di “Mobilità sostenibile nelle aree urbane”.
La responsabilità principale e la mansione specifica del Mobility Manager è la redazione del Piano degli Spostamenti Casa Lavoro (PSCL) del personale dipendente, finalizzato alla “riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale e ad una migliore organizzazione degli orari per limitare la congestione del traffico”.

La norma prevedeva fossero tenute ad adottare il PSCL – individuando la figura del “responsabile della mobilità” – solo gli Enti pubblici con singole unità locali con più di 300 dipendenti e le imprese con più di 800 addetti ubicate in alcuni Comuni specificamente indicati dalle Regioni come “a rischio di inquinamento atmosferico”.

Va però evidenziato che:

  • con l’introduzione del D.M. 20 dicembre 2000, recante “Incentivazione dei programmi proposti dai mobility manager aziendali”, è stata definita la funzione del Mobility Manager di Area presso i Comuni, quale figura responsabile della struttura di supporto e di coordinamento dei singoli Mobility Manager aziendali;
  • con Legge 28 dicembre 2015 n. 221 recante “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, l’art. 5 riportava “Disposizioni per incentivare la mobilità sostenibile” e al comma 6 si è introdotta la figura del Mobility Manager Scolastico, “scelto su base volontaria”, per tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado.

Naturalmente – in questi vent’anni – ogni altra organizzazione avrebbe potuto dotarsi di un responsabile della mobilità, trattandosi ormai di una figura chiaramente prevista e codificata “ex lege”, ma criteri di ordine organizzativo ed economico hanno rallentato l’adesione volontaria.

Il ruolo dei professionisti SIMTUR

Mobility manager

La nuova mobilità imposta dal Covid 19 ha reso necessario puntare sulla figura del Mobility Manager. Con il decreto Rilancio, infatti, diventa obbligatorio per un ampio novero di enti ed imprese redigere un PSCL per pianificare, programmare, gestire e promuovere soluzioni ottimali di mobilità sostenibile del proprio personale, contribuendo così a ridurre i livelli di traffico ed inquinamento, ma anche di diffusione del contagio pandemico.

L’art. 205 del Decreto Rilancio prevede che tutte le aziende con più di 100 dipendenti, localizzate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia o comunque in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti, redigano il piano spostamenti casa-lavoro dei dipendenti e nominino il mobility manager aziendale.

SIMTUR affianca e supporta enti ed imprese:

  1. nella redazione annuale del Piano degli Spostamenti Casa Lavoro (PSCL) per assolvere agli obblighi previsti dal Decreto Ronchi del 27/03/1998 e ripresi dal Decreto Rilancio del 19/05/2020, ma soprattutto per realizzare una pianificazione efficace, in grado di migliorare le performance ed elevare lo standard della vita quotidiana dei lavoratori e dei cittadini;
  2. nella valutazione degli spostamenti dei dipendenti e della sostenibilità aziendale nelle fasi di scelta della sede della propria azienda o del suo trasferimento, attraverso le seguenti azioni:
  • Analisi dell’accessibilità esterna
  • Studio di geolocalizzazione
  • Analisi delle timbrature
  • Analisi dell’eventuale sistema navette
  • Analisi di gradimento delle azioni in atto
  • Analisi sociologica
  • Calcolo delle emissioni inquinanti

Perché affidarsi a SIMTUR?

  • Perché i professionisti associati a SIMTUR sono un team realmente multidisciplinare;
  • perché consideriamo ogni piccola azione locale in grado di cambiare il mondo;
  • perché lavoriamo in sinergia con le istituzioni europee, nazionali, regionali e dei diversi territori per raggiungere soluzioni efficaci di mobilità;
  • perché mettiamo a servizio delle imprese un pool di esperienze più che ventennali sui temi della mobilità;
  • perché statuto e codice deontologico sono garanzia di tutela da parte di Soci professionisti altamente competenti e costantemente aggiornati.